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“Oh oh, I’m an Alien, I’m a legal Alien, I’m an Englishman in New Yorkâ€. Presente Sting? Abbiamo giusto questo in comune: siamo due alieni. Solo che io sono una milanese a Parigi. Che, comunque, vuol dire avere molto più culo di una parigina che si ritrova a vivere a Milano.
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Odio i rientri
Caro ConteOliver che mi chiedi, in un commento, le ragioni della mia scomparsa: non ero a Tahiti, ma quasi, ero in Indonesia (ah, a proposito, conte, ho trovato delle guide non male, francesi "100% engagé" e piuttosto attendibili, la collana si chiama "The Natural Guide" ed è pubblicata da "Pages du monde"). Sono rientrata venerdì, 5 settembre, a tarda sera. E ho trovato un casino: un numero di mail improponibile, una quantità di lavoro da sbrigare che sembra che tutti si sveglino solo ad agosto, brutture di ogni sorta alla tele e sui giornali. Una routine che mi fa schifo. Volevo un rientro dolce: ho un pacchettino di cose da raccontare sulle mie vacanze ma ancora non so il leit-motiv, dunque laturistasmarrita ha da aspettare. Invece mi toccherebbe un pezzo su Parigi (il venticinquemilionesimo?), per una rivista che più brutta è difficile, da consegnare domani. Mi sa che non lo scrivo. Non so ancora. Cazzo vuoi che scriva una domenica di settembre semiuggiosa su quanto accadrà in città il mese prossimo? E che ne so? E chi me lo dice di domenica? Mi sa che passo. Intanto però vi giro questo appello di Carlo Ruta. Caso mai vi fosse sfuggito.
Emergenza libertà in Italia
La sentenza siciliana che ha condannato l’informazione in rete, ritenendola né più né meno che un crimine, sta suscitando proteste e allarme sul web e in ogni ambito del paese civile e responsabile. Le ragioni sono pesanti come pietre. Sono stati attaccati princìpi che hanno fatto la storia del pensiero democratico: i medesimi per i quali, nel nostro paese, uomini come i fratelli Rosselli, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Eugenio Curiel, Giovanni Amendola, hanno speso il loro impegno e dato la vita. È stato puntato e centrato in particolare il principio della libera espressione, che, rappresentativo delle libertà tutte e momento rivelatorio di uno Stato democratico, costituisce un cardine della Costituzione repubblicana
L’attuale governo italiano, che si sta connotando sempre più in senso illiberale, non può sottrarsi a questo punto al dovere morale di rispondere al moto di protesta di questi giorni. Basta con gli infingimenti. Non si aspetti che l’onda di piena dell’indignazione si plachi. Si farà il possibile perché non si fermi. È in gioco appunto la democrazia, nella sua frontiera più avanzata e aperta, rappresentata dalla libera espressione in rete, dalla comunicazione che irrompe e prorompe in senso orizzontale, che rende i cittadini protagonisti in modo nuovo. È in gioco, come si diceva, la Costituzione, che, come ci ha ricordato Piero Calamandrei, non è nata nei salotti, né nelle stanze del potere, ma sulle montagne, accanto ai corpi degli uccisi, tra i fuochi delle città in rivolta.
È necessaria una legge subito, che, distante da ogni possibilità di equivoco sul piano interpretativo, fermi in via definitiva le trame censorie e repressive dei poteri forti del paese, per vocazione illiberali e antidemocratici. È altresì necessario che il legislatore prenda atto che l’informazione sul web non può recare limitazioni di principio. La rete è un luogo cardine del nostro tempo, in cui la democrazia prende corpo e voce, con l’esercizio del confronto. Non può essere quindi annichilita, come avviene in Iran e in Birmania.
Si fa appello allora alle realtà del web, della comunicazione a tutti i livelli, del paese civile e responsabile, perché la mobilitazione continui ad oltranza, con iniziative forti. La sentenza siciliana, come ha scritto un blogger, potrebbe essere una delle ultime “perle†di una collana che, giorno dopo giorno, sta mutandosi in un cappio. E si tratta di fare il possibile perché questo non avvenga. Occorre impedire che si consumi in Italia il rogo della libera espressione, memori del resto che i roghi delle idee possono essere preparatori di regimi a scena aperta.
Carlo Ruta
Per adesioni a questo appello (indicare nome, cognome, attività , città ):
accadeinsicilia@tiscali.it.
Per testimonianze:
carlo.ruta@tin.it
Per notizie e informazioni:
giornalismi.info/vocilibere
leinchieste
Si prega vivamente di pubblicare e diffondere (scrive sempre il Carlo Ruta, ma mi sento di sottoscrivere).

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