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“Oh oh, I’m an Alien, I’m a legal Alien, I’m an Englishman in New York”. Presente Sting? Abbiamo giusto questo in comune: siamo due alieni. Solo che io sono una milanese a Parigi. Che, comunque, vuol dire avere molto più culo di una parigina che si ritrova a vivere a Milano.

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martedì, 09 settembre 2008

Un gran pacco di fatti miei
(o dell'ingenuità)

Pensa che scema, credevo non mi fosse possibile guadagnare meno dell'anno scorso. Invece, magari, nel 2008 mi riesce. Certo, ho ancora almeno un cinquemila euro da prendere, ma non so quando né, tanto meno, se li prenderò. E qualcosa guadagnerò da qui a dicembre, certo, se no perché sto lavorando? (Settimana infernale e senso di colpa satanico perché, ora, sto scrivendo un post invece del pezzo) Però non è detto che i soldi arrivino prima di Capodanno. Anzi, improbabile. Una pacchia fare la giornalista, assicuro. Specie quando chiunque, da pinocchietto agli amici storici che mai in vita loro sono stati pagati per scrivere una riga, si sente in grado di dare consigli e di fornire dritte su che indirizzo dovresti dare alla tua professione. È un mestiere di merda il mio (sempre più di merda, a dire il vero) e, per giunta, ha il difetto di essere pubblico: sei sottoposto al giudizio di chicchessia, che, pure se al massimo riesce a decifrare le istruzioni per mangiare il popcorn, è convinto, comunque, che potrebbe fare meglio di te.
O là, da dove diavolo mi viene tutto 'sto acido? Bah, magari dal fatto che guadagno meno di quanto basta per pagare i contributi, le tasse e la bolletta dell'iPhone. Più qualche sigaretta, di tanto in tanto. Il resto, quello che fa sì che non sia costretta ad abitare lungo il canale Saint-Martin sotto i proverbiali ponti, lo paga Pinocchietto. Fantastico: sono 23 anni che lavoro e mi ritrovo a fare la mantenuta. Bel privilegio, no?
Un po' per questo un po' perché di fare "l'esperta in cazzate" (di questo scrivo, nel 98% dei casi) ne avrei anche abbastanza, mi sono candidata al posto di segretaria al Centro Culturale Italiano qui a Parigi. Contratto a tempo determinato, ça va sans dire, ma insomma manco male: due anni. Ho inviato curriculum e lettera di motivazione in francese, nonché foto, come da richiesta. Ho rilanciato, dopo qualche tempo, in italiano. Ho persino scaricato FileMaker per imparare a usarlo perché sembrava fosse indispensabile. Mi sentivo perfetta: chi meglio di me come segretaria del Centro Culturale Italiano? Chiunque. Manco m'hanno cagata. No, dico, una rispostina standard via mail tipo "la ringraziamo per la sua candidatura ma..." oppure "il cv va anche bene, il problema è che lei ha una faccia di merda". Niente. Non si usa. E questa è l'ingenuità numero uno: essere ancora convinta, a 46 anni, di avere diritto a una risposta. L'ingenuità numero due la sottolinea A.: "scusa se te lo dico, ma è normale: sei troppo vecchia". Che me l'ero anche detta da sola, ma come diavolo faremo ad andare tutti in pensione a 65 anni se a 46 sei buona solo per la discarica? L'ingenuità numero tre me la rivelano in due, C. e S.: "e chi ti raccomanda?", "ma, così, senza uno sponsor?". Vabbè, peccato, non sanno che si perdono: sarei stata la segretaria ideale.

Postato da: virginie a 13:32 | link | commenti |
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